Facciamo il punto sull’Intelligenza Artificiale


di Natalia Antongiovanni – Business Development Officer di Insurance Consulting Group SpA

Benvenuti in una nuova era

Sul finire di aprile 2018, la Commissione europea ha finalmente svelato i suoi piani per promuovere la ricerca e lo sviluppo nel campo dell’Intelligenza Artificiale (IA), proponendo un triplice approccio volto ad aumentare gli investimenti pubblici e privati, a prepararsi per i cambiamenti socioeconomici e ad assicurare un quadro etico e giuridico adeguato.

Come in passato fecero il vapore, l’elettricità ed internet, l’IA sta trasformando il nostro mondo in maniera definitiva, dando vita a quella che gli esperti considerano già la Quarta rivoluzione industriale.

Un recente rapporto pubblicato da Forbes individua un timido inizio dell’utilizzo delle soluzioni sviluppate su IA durante il 2017 (si parla del 38% delle aziende), ma la percentuale sembra destinata a salire al 62% nel 2018. Altri studi ed analisi prevedono aumenti del 300% degli investimenti sull’Intelligenza Artificiale.

A parte i numeri in gioco che possono variare di ricerca in ricerca, il dato interessante è sicuramente la forte accelerazione che questa tecnologia avrà nei prossimi mesi.


Ma che cos’è l’Intelligenza Artificiale?

In modo semplicistico potremmo definire l’intelligenza artificiale come l’abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi o svolgere compiti e attività tipici della mente e dell’abilità umane.
Guardando al settore informatico, potremmo identificare l’AI – Artificial Intelligence come la disciplina che si occupa di realizzare macchine (hardware e software) in grado di “agire” autonomamente, svolgendo compiti e azioni tipici dell’intelligenza umana (pianificazione, comprensione del linguaggio, riconoscimento di immagini e suoni, risoluzione di problemi, riconoscimento di pattern, ecc.).

L’interesse della comunità scientifica per l’Intelligenza Artificiale risale agli anni ’40 del Novecento, ma il fermento attuale attorno a questa disciplina si spiega con la maturità tecnologica raggiunta sia nel calcolo computazionale (oggi ci sono sistemi hardware molto potenti, di ridotte dimensioni e con bassi consumi energetici), sia nella capacità di analisi in real-time ed in tempi brevi di enormi quantità di dati e di qualsiasi forma (Analytics). Oggi la maturità tecnologica ha fatto sì che l’Intelligenza Artificiale uscisse dall’alveo della ricerca per entrare di fatto nella vita quotidiana.


Come funziona l’Intelligenza Artificiale

Parlare di IA significa parlare in realtà di diverse tecnologie e strumenti.
Quattro sono i punti cardini che ci aiutano a definire l’attività dell’Intelligenza Artificiale:

– comprensione: attraverso la simulazione di capacità cognitive di correlazione dati ed eventi l’AI (Artificial Intelligence) è in grado di riconoscere testi, immagini, tabelle, video, voce ed estrapolarne informazioni;

– ragionamento: mediante la logica i sistemi riescono a collegare le molteplici informazioni raccolte (attraverso precisi algoritmi matematici e in modo automatizzato);

– apprendimento: in questo caso parliamo di sistemi con funzionalità specifiche per l’analisi degli input di dati e per la loro “corretta” restituzione in output (è il classico esempio dei sistemi di Machine Learning che con tecniche di apprendimento automatico portano le AI ad imparare e a svolgere varie funzioni);

– interazione (Human Machine Interaction): in questo caso ci si riferisce alle modalità di funzionamento dell’AI in relazione alla sua interazione con l’uomo. È qui che stanno fortemente avanzando i sistemi di Nlp – Natural Language Processing, tecnologie che consentono all’uomo di interagire con le macchine (e viceversa) sfruttando il linguaggio naturale.


Perché parliamo di Intelligenza Artificiale nelle Assicurazioni?

L’automatizzazione attraverso l’intelligenza artificiale è destinata a permeare tutti i processi del mondo assicurativo, dando una significativa opportunità di snellimento e ottimizzazione dei processi e riduzione dei costi di gestione.

Lo svolgimento di attività ripetitive e a basso valore aggiunto tramite tali tecnologie, comporta un miglioramento dell’efficienza dei processi e garantisce più facilmente la conformità alle richieste normative ormai sempre più severe per verificabilità, sicurezza, qualità dei dati e resilienza operativa.

La tecnologia cambierà drasticamente la forza lavoro assicurativa negli anni a venire: ci sarà una minor richiesta di risorse per gestire le attività di elaborazione di routine e contemporaneamente la forza lavoro inizierà a favorire i pensatori creativi e conoscitori delle strategie di mercato. Diventeranno fondamentali le risorse in grado di collaborare efficacemente con la tecnologia ed addestrarla, come se fosse un apprendista.

Queste nuove tecnologie infatti non possono prescindere dall’interazione con l’uomo: sono al suo servizio e lavorano in maniera integrata con l’intelligenza umana. L’Intelligenza Artificiale infatti può analizzare grandi quantità di dati in tempi rapidissimi e, con processi di autoapprendimento, migliorare progressivamente le prestazioni dei sistemi. Necessita sempre, però, di una guida e di un maestro che ponga le domande e gli obiettivi corretti.


Introdurre l’Intelligenza Artificiale nelle Assicurazioni

Le applicazioni attraverso cui L’IA può tradursi in realtà nell’ambito assicurativo, sono fondamentalmente:

– Linguaggio naturale e bots
– Analisi di immagini e documenti
– Analisi semantica e target market
– Osservazione dei processi
– RPA robotic process automation
– Modelli predittivi

Pensiamo agli assistenti vocali/virtuali che sfruttano l’Intelligenza Artificiale sia per il riconoscimento del linguaggio naturale sia per l’apprendimento e l’analisi delle abitudini e dei comportamenti degli utenti; analisi in real-time di grandi moli di dati per la comprensione del “sentiment” e delle esigenze delle persone per migliorare customer care, user experience, servizi di assistenza e supporto ma anche per creare e perfezionare sofisticati meccanismi di ingaggio con attività che si spingono fino alla previsione dei comportamenti di acquisto da cui derivare strategie di comunicazione e/o proposta di servizi.

La prevenzione delle frodi è una delle applicazioni più mature dove l’Intelligenza Artificiale si concretizza con quelli che tecnicamente vengono chiamati “advanced analytics”, analisi molto sofisticate che correlano dati, eventi, comportamenti ed abitudini per capire in anticipo eventuali attività fraudolente; questi sistemi possono in realtà trovare applicazione anche all’interno di altri contesti aziendali, per esempio per la mitigazione dei rischi, la protezione delle informazioni e dei dati, la lotta al cybercrime.

La capacità di analizzare grandissime quantità di dati in tempo reale e di “dedurre” attraverso correlazioni di eventi, abitudini, comportamenti, attitudini, sistemi, geo-localizzazione e monitoraggio degli spostamenti di cose e persone offre un potenziale enorme per il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della sicurezza pubblica, per esempio per la prevenzione e la gestione della crisi in casi di calamità naturali come terremoti e tsunami.

Implementare modelli predittivi e robotic process automation (RPA), può aiutare ogni attore a lavorare al meglio grazie a processi intelligenti che suggeriscono il passaggio giusto al momento giusto ed eliminano l’elaborazione manuale passibile di errori.

A questi esempi possiamo aggiungere ulteriori vantaggi per i player assicurativi:
• Sostituire controlli ex-post, statistiche ed estrazioni con un analisi attiva dei processi
• Applicare la migliore azione ad ogni singolo evento, sulla base delle esperienze pregresse
• Verifica antifrode delle immagini del sinistro
• Quantificazione del danno sulla base delle immagini
• Decodifica dei documenti cartacei e utilizzo intelligente delle informazioni contenute
• Denunce real-time 24/24h
• Assistente virtuale 24/24h
• Marketing geolocalizzato
• Notifiche allerta meteo, grandine, terremoti